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Le carte geografiche: documenti dalla storia antichissima

Sembra che l'idea di tracciare carte geografiche sia una predisposizione delle popolazioni che per necessità o per curiosità si sono trovate a compiere frequenti spostamenti nel corso della loro storia.

Con questa premessa possiamo quindi affermare l'esistenza di carte geografiche risalenti già al periodo primitivo. Esse venivano tracciate su pietra o legno, proprio vicino a dipinti di animali e scene di caccia ritrovati nelle caverne: sono questi i primi tentativi di redazione di carte geografiche.

Gli esquimesi e gli indiani del nord America hanno avuto il maggior talento nella realizzazione di carte geografiche utilizzando come supporto la corteccia dell'albero di betulla che, essendo facilmente trasportabile, ne ha permesso facilmente la diffusione.

Scendendo geograficamente verso sud, troviamo anche gli Aztechi, che grazie ai predecessori Maya e Toltechi erano già molto evoluti anche da questo punto di vista. Lo appurarono gli spagnoli che, quando colonizzarono gran parte dell’America Latina, vi trovarono carte geografiche dipinte su stoffe realizzate in fibre vegetali, cortecce d'albero e pelli trattate. Purtroppo però, a causa delle varie vicissitudini storiche, non ne è rimasta traccia. Solamente due di esse sono riuscite a rimanere intatte e ad pervenire fino a noi ed è su quelle che gli studiosi hanno basato i loro studi legati alla cartografia messicana.

Le carte geografiche più particolari della storia furono redatte dal popolo delle isole Marshall nel Pacifico. Furono costruite utilizzando fibre di palma unite una all'altra da fili di palma di cocco. Nelle intersezioni tra i fili vennero inserite delle conchiglie che rappresentavano le isole: grazie a queste mappe rudimentali ed alla loro buona conoscenza delle onde, i nativi di queste zone furono in grado di viaggiare di isola in isola.

Ad ogni modo possiamo affermare con certezza che la carta geografica fa la sua comparsa in tutte le epoche storiche ed in tutte le popolazioni (o quasi) del mondo.

Oggi le carte geografiche usano dei simboli convenzionali come linee, tratti, colori per  rappresentare tutto il globo in una semplice superficie piana.

Un’altra convenzione delle carte geografiche è che il nord è in alto, il sud è in basso, l'est è a destra e l'ovest a sinistra.

A seconda del tratto usato (linea, tratteggio, ombra) vengono rappresentati, per quanto riguarda la configurazione orizzontale: le coste, i fiumi, le strade, ecc. Per la configurazione verticale, i tratti rappresentano: le montagne, gli altipiani, le pianure, le depressioni ecc.

Speciali simbologie segnalano, nelle carte geografiche, i confini degli stati, delle capitali ecc..

Le carte geografiche hanno nomi specifici a seconda delle indicazioni che vogliono dare. Esistono perciò le carte nautiche, le carte topografiche, le carte turistiche, le carte politiche ecc.

Le carte geografiche vengono oggi rappresentate in scala di riduzione che è il risultato del rapporto tra le distanze reali e le dimensioni lineari del supporto su cui vengono disegnate, in questo caso la carta.

Grazie alle carte geografiche nasce successivamente anche il mappamondo. Il mappamondo è un’invenzione molto antica: si tratta della riproduzione in scala della terra su di un supporto sferico. Purtroppo però, oltre ad essere poco maneggevole, attraverso il mappamondo non è possibile rappresentare in modo accurato i particolari della superficie terrestre, perciò da molti anni ormai si usano le carte geografiche.

Oggi sia nel commercio che in internet, se ne trovano di tutti i tipi, dalle carte geografiche stradali alle carte geografiche suddivise per itinerario.

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